L’altalena di Gianda e Maria…

Chiacchierare…ridere

giocosità tra amiche

che riescono a sminuzzare

quelle ataviche paure

di quel sesso forte che è debole

in quella fragilità esposta

innanzi all’Universo donna

che sempre è creatrice reale

delle proprie infelicità

correndo dietro a quel simbolo

che di forte…ha poco.

E’ un coro univoco

che unisce tutto il femminile

in quella disparità evidente

che ci fa comunque crescere

diventando noi…sempre più grandi

e loro…sempre più bambini.

L’altalena che conduce il gioco

non si capisce mai dove conduce

se in basso…negli inferi del piegato

se in alto…nella corresponsione

se in basso…nelle continue fughe

se in alto…nella certezza del volo

se in basso…nella paranoia dei perchè

se in alto…nell’olimpo dei beati

se in basso…di rapporti forzati

se in alto…d’unione eccezione

se in basso…d’egoismi palesati

se in alto…di libertà conquista d’oltre.

E…fra noi donne c’è cercare

…in quell’alto e basso…l’equilibrio

di come stare strette e larghe insieme

d’una misura ottimale di costruire

…quel rispetto d’entrambe le opportunità

che rimane poi la solidità sognata

nell’investire amore che fa crescere

senza diminuire l’intensità altalena

che forma con l’amore…lo scegliersi.

Ogni volta…è scegliere o l’uno o l’altro

ogni volta…è spingere quell’altalena

diretta verso l’alto…nel cielo

per poter contare sulla forza della spinta… (297)

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