Quel dolore…

Il grido di gabbiani

quasi patetico d’angoscia

s’espande nella percezione

d’ascoltar un po’ diversamente

quel dolore universale

che unisce il mondo d’abbraccio

quasi che volesse riportare

quella espansa solitudine

ad unire non a dividere

quella sorta di vaghezza

nel cercarci tra di noi

con quel grido quasi annuncio

dell’aperta abissale arresa

ad essere poco attenti al cuore

cosi’ mesto nella promiscuita’

che sembra quasi grido

insieme a quello dei gabbiani.

Stolta e ancora vagabonda

e’ la degna rassegnazione

ch’emerge come unione

invece che come ribellione

quasi colpevoli d’esser vivi

si schiaccia la bellezza

dissolvendola nel dimenticarla.

Oh! Che pena ho sentito

ascoltando l’infinita solezza

di gabbiani urlanti di dolore

forse dell’abbandono d’ideali

verso il volo dentro l’infinito

che appartiene a tutti noi… (307)

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