Musicalita’…

Questa musicalita’ compagnosa

sembra legame con te stesso

quando nel “cullarsi” dentro

c’e’ quella sensazione che produce

questione diversa d’obiettivita’

che….la musica sembra amica

comprensiva del dispiacere

che s’apre ad avvisare l’anima

quando redarguendola di paletti

cerca la voce della ragione

e…di superarla d’oggettivita’

quando sei poi disarmato dentro

e neanche sai se e’ compreso

quel gesto eclatante di fuga

quando il cuore si squarcia.

Questa musicalita’ compagnosa

e’ cio’ che placa la questionalita’

quando sapere e sentire

restano di fronte a se stessa

come due pilastri che non si muovono.

Inchiodate dentro sono sensazioni

come “flash” d’esistenza a pezzi

quando raccolti essi…si ricomincia

con quel punto e a capo basilare

che ogni tanto ci compete

perche’ vivi…non vegeti

perche’ì sei o non sei e…non t’importa

quando la fortezza e’ proprio li’

…non abbandonarsi alla sconfitta

ma…abituarsi ad esser se stessi.

 

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