Quell’afflato…

Nuvole grigie avvolgono

le montagne dalle cime rotonde

occludendo la vista

come fosse deviata l’immagine

ch’appare offuscata dalla magia

di mai accorgersi delle realta’

quelle interiori che non s’ascoltano.

Il richiamarla a verita’

e’ la fatica d’accorgersi

quasi che fosse mancante dentro

…l’obiettivita’ del sentire

in quell’afflato d’angoscia

uguagliato alla foschia evidente

che occlusione non e’ reale

per quanto in verita’ e’ palese.

Fuga da noi stessi

e’ mettersi un abito addosso

fatto di meschina paura

quando fare un ‘apparente recita

sembra attutire quella verita’

fatta dell’anima che ti spinge

ad esser per lo meno coerenza

nell’attraversare solo te stesso

con il dovuto coraggio e rispetto

…di vivere solo di vivere

nella piena voce senza aggiustamento

che e’ quanto amore si possiede davvero

nell’esser solo cio’ che sei

anche se per ora le nuvole sono li’

a coprire le cime rotonde

mentre il sole le fara’ scomparire…

 

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