Maschere…

Quanta assurdità è

…quella proiezione del capire

come fosse spiegabile

il comportarsi schermato

quello che non lascia intravedere

…il nulla dell’infinito in lotta.

Fare a cazzotti con l’infinito

è indefinibile d’arresa

come non accettare

quel groviglio di prima e dopo

che segna di noi l’individuale

fatto a pezzi senza perchè

senza neanche l’accettare

di quanto è inutile lo sforzo

d’apparire lo stesso “maschere”.

E’ un teatrino antichissimo

dentro la cultura ereditata

del conoscere la radice

in quel che siamo oggi…ora.

Incapaci di risolvere

…un problema così nostro

che c’appartiene in toto

ci arroghiamo pure diritti

…fuori luogo peraltro

di quello sconosciuto posseduto.

Ognuno nel proprio universo mondo

…che può spaziare

di solito… s’arrotola su sè

per la paura d’essere se stessi

in quel continuo e perenne

…delegittimizzare

il chi sei che t’appartiene. (222)

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