Entrare…

Entrare nell’ampio

d’uno spettro vivo

denso di sogno vero

che sembra espandere

…la dolcezza d’attimo

che è l’incrociar te stesso.

E’ un incrociar di verità

quando s’affaccia dentro

quella sensazione piena

d’esser proprio tu a scegliere

ogni volta di te stesso

quella fetta…la migliore

dove identifichi l’appartenenza

che attraverso l’infinito

ti rapisce dalla nullità

per trasportarti altrove

nell’evanescenza trasfigurata

che condensa l’attimo afferrato

così pieno di dolore persino

che piangi di quanto è tuo.

Il viso di righe sciolte

sembra dileguare la stretta

quando ti pigia dentro

un armonico di te pieno

che solo sai quanto vissuto

nell’attendere forte di possezza

mentre la condensazione di te

è tutta proiezione d’anima

che si scioglie ogni volta

come liquefatta da emozione… (252)

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