Temporale…

Scrosci di violenza

battono i vetri trasparenti

che s’illuminano d’un tratto

di saette tonanti di rumore

che s’unisce al pianto del cielo

in un infinito di gocciolio

che avvilisce la terra

invasa da troppo scroscio.

La notte è così permeata

da roboare furente

mentre penetri dentro

ed ascolti il vocio alternato

tra pensieri densi di timore

ed anima che invece si stringe

quasi a volersi riparare dentro

attraversando la compiacenza

d’un chiuso che ti protegge.

Il perpetuo del temporale

ti riporta lontano da te

nella paura di bambino

quando aspettare una dolcezza

mai arrivata per dei perchè

era come ora speranza d’amore

che qualche volta hai dato ed avuto

quando magari hai accarezzato volti

che ti hanno dato risposta d’occhi

quando magari hai stretto abbracci

atti a placare la stessa vuotezza inferta.

Sì…ho dato senza avere per me

quell’affondo di sicurezza vera… (301)

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