Il canto allegroso…

Sempre di mattina

…il canto allegroso

di creature a ciò preposte

destano alla vita

tutto ciò che sembra morto

anche col gelo prepotente

che non disarma il richiamo

così potente di vita.

Insegnano così piccini

l’amore senza condizione

in quella gratuità di porgere

solo essenza del dare

senza mai ricevere riscontro

in quell’abitudine malsana

di non più ascoltarli

presi dalla cosità della vita

che allontana persino l’ascoltarli

così presi dalla simbiosi

con quel Dio potente

che ha un nome

definito e certo di sudditanza

che rende ricco o povero l’umano.

E’ un Dio adulatore che cresce

nell’uomo è così visibile

non per la sua bellezza

ma per l’avidità che evince

nel succhiare l’anima dei corpi

nel mercanteggiarla continuo

per cui l’uomo diventa anch’esso

robottizzato ed alienato

mentre il canto così allegrezza

sembra inghiottito dal potere altro…

  (1643)

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