L’eco…

Il pensiero così vicino

a ciò che l’anima sospesa

nel ricordare passionalità

dettata solo da sentire

quella visualità vissuta

con l’intensità dell’emozione

a ciò che rimane oggi

…è quel pensare con l’anima

a ciò che resta dentro

…quando hai vissuto amore

nel coraggio d’espanderlo dentro

a misura che lo vivi

dentro il coraggio d’ammettere

che quel che hai vissuto

…è solo regalo d’anima

capace d’afferrarne il frutto.

Il pensiero così vicino

quel che porgi al lontano

sembra nella sequela fotogramma

un’irrealtà capace da sola

d’esser piena di reale

per quanto ascolto si riesce

udendo ora…l’eco.

E’ l’eco dell’anima

che si diffonde percorrendo

la dimensione del non visto

ma che magia vuole dilatato

sempre eco…eco costante

che accoglie non stranezza

ma verità verificata

in ogni gestualità avvicinante

alla vetta dell’oltre te

che si propaga a prendere

quella libertà così paurosa

di non sapere persino porgersi

quell’alternativa valida

a saper amplificare

quel pensiero così vicino

di quanto è immagine

d’un superlativo afferramento

nemico della paura

nemico dell’ovvietà

per quanto l’anima è capace

di trasportare quell’eco

che ridonda solo di se stesso… (373)

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