Nei gesti d’abitudine…

Nei gesti d’abitudine

c’è quella continuità perenne

che mai modifica gli assetti

in quel continuo che cambia

da cui molti fuggono

non riconoscendo la paura

del cambiamento continuo

che l’apparenza non vede

ma che sono la forza d’ognuno

di non aver paura.

Il coraggio,è la non fuga

da ciò che gli attimi sono

fuggenti loro…nascosti loro

mentre ciò che,è statico

è,morto dentro d’impulso

ad esser creazione di vita

sia del visibile che del non percepito

così forte,è la forza invece

del nascondimento continuo

a ciò che ognuno significa

nell’impronta da dare

a quell’anima negata.

E’ quella paura di non meritare

la stessa destinata virtù

che,è proprio quel meritarsi

qualificante di soggettività

che modifica le abitudini di vittimismi

quando si predica la paura

infida e nefasta per la vita

che fa morire ciò che,è vivo… (466)

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