Di me medesima…

Vorrei che…l’altra parte

…di me medesima

che mi rapporta come specchio

mi vedesse davvero nella bellezza

che può esser l’incondizionato porgere

quella sacralità che mi appartiene

in ogni carezza d’anima porta

in ogni sguardo d’anima porto

in ogni abbraccio d’anima profuso

in ogni sì che afferma l’anima

in ogni sì che è accettazione

in ogni sì che è saper leggere

quel dentro che si specchia

con quella brillosità che è incanto.

Vorrei che…l’altra parte

…di me medesima

sapesse trasmettere qualità

non quantità di dare

non quantità di prendere

non quantità di negazione

e che tale qualità suprema

fosse il regalo fatto perchè sentito

da un udito che l’uomo non sa d’avere

da un profondo senso di sapienza

quando l’anima sa farsi udire

senza bisogno d’altro che di sintonia

quella della fatalità senza perchè

che avvicina al concerto altro

nella densità d’espressività

di me medesima che viene recepita… (255)

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