Di febbraio…

Il solitario pescatore

di febbraio non ha paura

perche’ nei flutti d’onde

immerso per meta’ di corpo

lancia la sua lenza

con quei gesti di sicurezza

assunta nel suo abituale modo

per esser cosi’ soddisfatto.

Per ore di lena pazienza

e’ li’ a ributtare l’esca

per poter gioire allorquando

dal bianco cosi’ spumoso

emerge l’argento d’un pescetto.

Il sole c’e’ ma e’ inverno

ed il pescatore non demorde

ardendo nella sua passione

cosi’ da non sentire altro

se non il fragore del mare.

E’ tutta sua la spiaggia

perche’ e’ cosi’ l’inverno

spruzza solo vento e schizzi

mentre ingoia quel cane randagio

i pezzi della legna giocattolo

dove masticando emerge

quel gusto di sale aspro del mare

mentre lanciar legnetti e’ distraente

nella solitaria pesca sulla riva

mentre riposarsi per un attimo

e’ il cane bianco e nero

che e’ l’unico essere che diviene

gioia e…puro divertimento. (272)

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