La panchina “piena “di S.Nicola Arcella

La panchina mia, sempre vuota di persone, si è affollata assai

di donne nuove coi vissuti d’ognuna che sono storie di vite

sopravvissute al dolore.

Siamo insieme quattro donne tutte col medesimo destino,

quello infame che toglie l’amore.

Vengon tutte da posti lontani tutte..invece unite nel rac-

contare a raffica l’amore andato via.

Insieme siamo proprio belle Napoli,Roma e Bari.

Ecco il triangolo d’Italia unito per davvero.

Napoli: è sorniona e pacioccosa fuma assai ed è

“annuvolata” e….suda tanto di calore con due figlie

assai chiocce che si rimbalzano nell’amare

a proteggere la madre così rimasta vuota.

Roma: poverella parla e parla facendo rivivere

con l’angoscia la vita sua e..la morte del suo

Alfredo e della sua infanzia e della sua mamma e

dei suoi tanti fratelli scudieri di fortezza.

Bari: discreta e..camminatrice fa chilometri

di passi e parla poco in quella concretezza

ch’è tesoro.Ci coccola con i suoi dolcetti

che mangiamo come a riempirci di tenerezza

ricordandoci altra tenerezza.

Io, non so, son la più giovane e la più lungimirante

contenta assai di poter dire d’esser contenta

della compagnia.

Fra un pò ognuna prenderà le proprie vite tornando

ai propri affetti e a me resteranno il telefono..i libri..

la testa nelle nuvole e nella concretezza e..la pan-

china vuota aspettando il domani quando ci rincotreremo

e saremo le quattro donne unite dall’amaro destino che ci

ha regalato la forma dell’amore grande che forse unisce

lassù i nostri compagni di viaggio perchè può darsi che

saranno lì a confabulare e a ridere di noi che siamo proprio

assai carine..quelle che hanno amato, dato, preso e perdonato

e che sono consapevoli di vita senza maschera e senza rimpianti

ma soprattutto senza rimorsi.

Siate contenti uomini da lassù avete avuto tutto.

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