L’inno…

Accondiscendere alla vita

in ogni ritrovar te stesso

gloriato dall’istante tuo

che lo condividi attraversandolo.

E’ un andare a prendere

quel senso proprio tuo

d’essere poi assai felice

per un attimo d’elevazione

nel posare ogni struttura

di quella nota forma di te stesso.

E’ un beato inizio

d’una giornata troppo tua

d’una realta’ cosi’ vicina

nell’esser spettatore del creato

nell’esser sguardo afferroso

d’ogni singulto del respiro

d’ogni raggio che ti penetra

d’ogni mutevole inseguito

con la facolta’ d’intendere

questa grande occasione

…d’appartenerti

…d’amarti

…d’introiettarti

in quel disegno stupendo

che t’appartiene di quanto e’.

E’ fruscio impercettibile

quel manifesto intorno

che t’avvolge d’incanto

nella trasparenza specchio

dove ti vedi finalmente…

 

  (197)

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