Mare che…

Mare che…lambisce arruffato

girando su se stesso la potenza

nella furia delle onde grandi

nella spuma candida arriva

portando con sè la bellezza

nell’odore…nel colore…nel variare

così…all’improvviso quando si calmerà

e sarà piatto e spento

quasi morente come l’uomo perso

e invece ora…è proprio vivo

…raccoglie in sè l’espressione

nel voler divenire qualcos’altro.

Ascolto il fragore che spacca

la lamentevole essenza

come se la vita volesse esplodere

gridando…osando…

muovendo se stessa

muovendo il suo corpo che varia

e si muove e parla persino

come a voler afferrare nel moto

un grido d’amore…espandendolo.

Bianca è la spuma

si muove incantata su se stessa

come un ballo felice

come applauso di mani sapienti

che portano il cuore ad aprirsi

nello sguardo mio che si perde

solcando la spuma col cuore

incantata spettatrice del moto

insieme a me amico nei pensieri

nell’apertura ancor più…sempre più…

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