Si è spento…


Si è spento il mio computer

ed ora…viaggia solo

senza me

portando con sè

la possibilità mia

…di dialogare

…attraverso l’aria

in una rete immensa

dove…il mio pensiero ha ali.

E’ stanco il mio amico

…ha preso un virus

e…mi ha lasciata sola

ma…durerà poco e…guarirà

e…nel frattempo

dal mio scomparir forzato

cercherò nel mio pensiero

quella poesia bella

che sarà dir di me

sempre anima e…core.

Caro amico che piange

senza quel tocco di magia

che ti rendo ogni volta

quando mi connetto

quando Alice mi risponde

quando tutto è ottimale

e…sorride quando io esulto

e…ti ringrazio perchè sei stato

solerte…ubbidiente…veloce

ed ora sei malato di stranezze

ed io ti aspetto come l’amico.

Il dottor Mario

ti renderà la vitalità

nella speranzosa attesa

che l’aria non ha inghiottito

il mio scalpitio di lavoro

su quella tastiera mia

che…se avesse parola

me ne direbbe di parolacce

perchè l’intensità delle dita

…la velocità…il ticchettio

varia con l’umore attraverso

…quel fragore di tasti battuti.

Si diventa amico d’un robot

si dà…occhi e mani

si dà…anima e sentimento

ed io rispetto il suo lavoro

anche se ho capito

che fa solo quel che gli diciamo

che è morto e..intelligente poco

è solo l’uomo che lo comanda

e lui…sa solo ubbidire senza cuore.

Quanti non lo rispettano

quanti lo usano così…perchè si usa

…è moda non modalità comunicativa

…è fonte di furbizia telematica

non considerando che

…è sempre l’uomo il colpevole

quando manca il bersaglio

trova scuse per non ammettere

che è cieco…sordo…sciocco.

Il computer è solo amico…

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