Il conticino…

Vado a riprendere

immersione nella totalità

d’un passato ancor vicino

che cerco di diblare

come fosse il rischio di scavare

ancora e ancora

nel dimenticato voragine

dove mi son trovata

sola a dipanar filo

nell’immenso dell’abisso

quando t’affacci dentro

e forse non ti riconosci.

Sconosciuta dentro te stessa

neanche più vuoi il pensiero

delle illusioni incantate

che costruiamo con fili usuali

per galleggiare e non morire

quando quel dolore antico

che ci accompagna sempre

è talmente vicino al cuore

…che ne rifuggi

oggi… lo vuoi assente

con la mutezza dei tentacoli

viscidi di lacrime versate

che crea…nell’andar avanti

la forza di una giocosità vitale

che pareggia sempre il conticino

quello del dare e avere

chissà perchè sempre non paro

in quella bilancia inconscia

che fa misurar la perdita o il disavanzo… (505)

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