Un rango…

Negli spaccati

d’ogni singola ferita

si ripercuote dolore

assuefazione d’abitudine

più a soffrire che a giore

come se fosse ciò

il destino primario

che immola le genti

all’umana specie.

Sembra quel marchio

indelebile di sofferenza

seguire quatto le anime

che sono piegate d’abitudine

che non sceglie mai diversità.

Eppure basterebbe visionare

l’intricato dei dilemmi

per cambiare atteggiamento

sapendo cogliere oltre il dolore

la quantità così sparsa

di buono da far esplodere

per un diritto a vita

che eleverebbe l’umana specie

a quel rango che le spetta.

Eppure ci vorrebbe strappo

da quella consuetudine perpetua

che se soffri sei eletto a paradiso

quasi che questo Dio impietoso

si divertisse a far soffrire

per quel macabro insano

che credo sia sicuro una bestemmia…

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