E poi…tace…

Il profondo silenzio

che s’interpone comunque

a quelle espressività interiori

…è circondoso d’amore

mentre nella notte

…latrati strazio

squarciano la profondità

in un dolore così manifesto

…di cani abbandonati

esprimenti angoscia

per quel perpetuare di dolore.

Sembrano rompere

quell’invisibile che s’ascolta

come fosse quel dolore

quasi umano di strazio

e poi…tace.

Tace e spacca il silenzio

che diventa invece rifugio

di pensieri rassicuranti

quasi confortanti dentro

per lo sgomento provato

ascoltando solo quel dolore

commisurato alla disperazione

di provarne in quantità

nello spaccare la realtà

per quell’incapacità di pianto

che l’umano è restio d’espressione

quasi esso impaurito da amore

perchè è così puro a volte

…dolore di troppo ascolto.

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